LA CORSA DEL RICORDO: LOST IN CECCHIGNOLA

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Ragazzi

Oggi tutti concentrati su un unico evento, volevamo essere numerosissimi, fare pb, fare gruppetti cazzuti che osavano con passi gara poco comodi, fare altri km prima o dopo per sanare il lungo pro-maratona come da programma e poi sprofondare nel trionfo di dolci home made ormai immancabili al gazebo.
Tutto pianificato, il colpo d’occhio alla partenza sicuramente ci premia, siamo veramente tanti, tutto un verde fluo che si snoda in discesa, ancora si scherza, ma la goliardia lascia il posto allo stupore quasi subito, quando ci si ritrova faccia a faccia al gruppo di testa, facilmente riconoscibile dalla velocità dei compagni di sventura che urlanti escono da una sorta di cancello, dandoci delle istruzioni che non capiamo. Simultaneamente notiamo a terra il cartello (strappato) con scritto testa della corsa, tipicamente attaccato alla moto, che apre appunto la corsa. Qualcosa non torna, ma il serpentone procede, consapevole di aver fatto più di 1km, anche se a terra non è segnato ancora nulla.. ormai è palese che “forse” abbiamo sbagliato strada. La certezza ci arriva quando ci “scontriamo” con un altro gruppo di gazzelle che viene su dalla stessa strada che stiamo percorrendo in senso opposto. Eh no! non è proprio possibile che il “ritorno” si incroci con chi deve ancora… andare. A quel punto le varie correnti di pensiero hanno fatto da padrone, le strade prese sono state le più disparate, la cosa importante era rimanere in qualche gruppo, per non finire sotto le macchine, visto che il non percorso non assicurava la protezione necessaria e generalmente garantita in una gara podistica.
Sembrava di stare a Pamplona, il panico e l’arrabbiatura a mano a mano che passava il tempo lasciavano spazio alla fatica; non so come, ma le salite erano sempre più delle discese. Finalmente si scorge il cartello del 2°km, ma chi ha intrapreso quel percorso era già abbondantemente oltre ilal 5° di  chilometro.  Un altro gruppo si è ritrovato in coda insieme ad un gruppetto della Folgore che sventolando una bandiera, con passo deciso e cantando camminava verso il traguardo. Mi domando cosa avranno pensato vedendo gruppetti disperati di runners. Finalmente una luce! in lontananza si intravedono dei vigili e dei  nastri, forse abbiamo ritrovato la strada, si continua, sempre in salita, ci siamo, ma troppo presto, l’orologio segna circa 5,5km, la voce al microfono parla incompresa, il gonfiabile è li, chi è arrivato ormai taglia il traguardo, siamo intorno alla mezz’ora. Consapevoli del fatto che non conta nulla, ma felici di vedere il timer che segna quel risultato, per un attimo ci si illude. L’amaro in bocca rimane, soprattutto per la superficialità con cui è è stata gestita la competizione, il pericolo a cui sono stati assoggettati i partecipanti, anche se fortunatamente il blocco auto ha ridimensionato il numero di veicoli, il disagio creato a tutti, compresi i vigili (molto pochi) che dovevano garantire la sicurezza.
Alla fine della baraonda abbiamo per certo 3 lunghezze 5,500,  7,00 e 13,100. Impensabile validare l’evento.
Parlando di noi Bradipi, la musica che si suona è sempre la stessa, ogni volta che uno di noi superava il traguardo  e con passo sconsolato si affacciava al gazebo, partivano applausi e frasi di benvenuto, come a dire, anche te ce l’hai fatta!! e cosi via fino all’ultimo. La pasticceria bradipa mette tutti di buonumore, l’arrabbiatura lascia spazio alle risate, all’ironia che si fa sull’ormai gara andata come andata.  Più passava il tempo e più da una gara da dimenticare si trasformava in un momento da ricordare per la follia appena vissuta. Ognuno col proprio aneddoto da raccontare, Gemelli, mi dice:”quando al 2k ti rendi conto che ne hai fatti 5..fasse il sangue amaro non vale la pena..meglio godersela…più che altro meno male che non è successo nulla di grave perché durante il percorso eravamo abbandonati alla strada…per il resto la gioia di stare insieme  fa superare tutto.. e così è stato. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che la voglia di stare insieme trasforma un disagio in un opportunità. Per fare chilometri c’è sempre tempo, oggi è andata così, diciamo che abbiamo assistito al primo progetto di corsa creativa, che ci ha garantito la prima griglia alla prossima corsa di miguel.
A parte gli scherzi, il pensiero va alle Foibe, e agli italiani che sono stati uccisi perchè italiani. Guardiamo il lato positivo, anche nelle giornate no abbiamo dimostrato di essere una squadra stupenda, l’onda verde che ci ha contraddistinto alla partenza, le battute sceme anche durante la ricerca della retta via, l’intervento del Presidente che anche se lontano è sempre presente e vigila su di noi,  ma anche la preoccupazione della Presidentessa che si è subito messa in contatto con gli organizzatori, tutto ciò ci ha fatto sentire una famiglia.

Salutiamo tutti insieme Alessandro Reali, conm un bel video messaggio, bradipo solitario presso il Cross di 5000mt a Capannelle, si piazza 10° assoluto, come dice lui, i big non c’erano, ma lui si. Bravo Alessandro!!

Siete stati tutti fantastici.

 

 

 

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