SUPER MARATONA DELL’ETNA

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Il nostro bradipo, conquistando la vetta dell’Etna ci permette di raccontare una gara particolare, di 43 km tutti in salita.
Gara unica nel suo genere, con partenza sulla spiaggia a quota “0”, dopo i primi 15 km di salita, non molto impegnativa, si lascia l’ultimo  centro abitato per intraprendere i tornanti fino a quota 1.800mt. Li, il primo rifugio  Per fare il cambio indumenti, e rivedere anche le scarpe, calcolando che da quel momento in poi il percorso si fa serio. Infatti, si sale e si sale, arrivando a quote in cui il clIma cambia parecchio, passando da 26 a circa 5 gradi.
Il percorso è leggermente ghiacciato a seguito delle piogge della sera precedente.
Si prosegue quindi su una strada completamente sterrata da vero Trail e con forti pendenze, ci sono tornanti che nel giro di  10 km ti portano da quota 1.800 a 2.800mt. La fatica, l’aria rarefatta e l’ossigeno che viene meno, raddoppiano lo sforzo fisico, e rendono difficile mantenere un buon ritmo. Finalmente all’arrivo vieni rifocillato con un ristorio egregio in cui non manca nulla. A questo punto la decisione è libera, se tornare giù con le navette o  fare un super Fisher, ovvero un un canalone di sabbia vulcanica per 5 km. Nello specifico, per i più avventurieri è sicuramente la decisione migliore.
Gara organizzata benissimo una organizzazione competente, con ristori frequenti e molto vicini l’uno dall’altro in cui si trova di tutto dai sali minerali frutta frutta secca pane salato dolce e assistenza dello staff dell’organizzazione ed ambulanze.
La gara è a numero chiuso di 360 partecipanti,ma se fosse stata libera ai partecipanti facilmente si sarebbero  moltiplicati.
Il primo arrivato ha praticamente volato, chiudendo questo difficile percorso in 3 ore e 40, mettendo il punto con un nuovo PB, (il precedente è di Calcaterra, 3h43). Anche il tempo è stato clemente, con una temperatura abbastanza fresca rispetto a due anni fa quando il caldo è stato torrido. Inoltre.. deve piacere fortemente andare in salita..
In questo scenario il nostro Axel, non alla sua prima esperienza sul percorso ha cercato di dare il meglio di se divertendosi e pensando alla squadra, qualche piccola contrattura lo ha fermato per qualche minuto, ma lo staff medico lo ha rimesso prontamente in piedi.
Un grazie speciale per averci fatto immegere in questa meraviglia.

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